Nel settore del lusso, il packaging è molto più di un semplice contenitore: è un segno identitario che comunica i valori del brand. Oggi, questa dimensione estetica ed emozionale si intreccia sempre più con un altro criterio diventato centrale nelle scelte dei consumatori: la sostenibilità.
Secondo il report Sustainability in Packaging – What European Consumers Value in 2025 di McKinsey, l’interesse verso materiali più responsabili continua a crescere in tutta Europa. I consumatori attribuiscono particolare importanza alla riduzione della plastica, alla scelta di materiali rinnovabili e alla trasparenza nelle decisioni progettuali. E, soprattutto, si aspettano che le soluzioni sostenibili mantengano qualità, estetica e funzionalità: un requisito essenziale per il packaging premium e luxury.
La Pro Carton Consumer Survey 2025, commissionata dall’associazione europea dei produttori di cartone e cartoncino, conferma questi trend con dati chiari sulla percezione dei consumatori:
• 75% considera la sostenibilità del packaging un fattore “importante” o “molto importante”;
• 70% attribuisce grande valore alla riduzione della plastica negli imballaggi;
• 72% preferisce materiali rinnovabili o riciclabili;
• e, dato significativo per i brand, 64% ritiene che il packaging influenzi direttamente la percezione dell’impegno di un’azienda verso la sostenibilità.
In altre parole, oggi il packaging è percepito come uno dei principali indicatori della serietà con cui un marchio affronta le proprie responsabilità ambientali. In questo scenario, ISEM Packaging Group, facendo leva sulla competenza tecnologica di EGISA, che ha sviluppato il progetto, presenta Eco Glitter: una soluzione pensata per superare i limiti del glitter tradizionale, mantenendo la brillantezza distintiva del packaging di alta gamma e sostituendo progressivamente materiali di origine fossile con alternative rinnovabili.

Perché il glitter è diventato un tema strategico
Il glitter tradizionale utilizzato negli astucci premium è composto da micro-particelle plastiche e viene generalmente applicato su un supporto in PET metallizzato. Negli ultimi anni, questo tipo di materiale è entrato sempre più spesso nel dibattito europeo sulla riduzione dei polimeri di origine fossile: il Regolamento (UE) 2023/2055 va proprio in questa direzione, limitando le microplastiche aggiunte intenzionalmente ai prodotti.
Parallelamente, molti brand del lusso hanno iniziato a sostituire il film PET metallizzato con il cold foil, che consente una metallizzazione selettiva senza lasciare plastica sul packaging e senza comprometterne la riciclabilità: un cambiamento che riflette l’ambizione crescente di ridurre i componenti fossili anche nelle finiture decorative.
Sebbene il packaging premium non sia direttamente interessato da queste restrizioni (il glitter applicato sugli astucci è completamente inglobato nella vernice UV e non si disperde nell’ambiente ), il settore del lusso opera oggi in un contesto in cui ogni scelta materica comunica il posizionamento del brand. Inoltre, il messaggio dell’Europa è chiaro: quando esistono alternative non fossili con prestazioni comparabili, la loro adozione è fortemente incoraggiata.
Allo stesso tempo, i brand stanno accelerando. Molte aziende beauty e fragrance hanno inserito la riduzione della plastica vergine e l’aumento dell’uso di materiali rinnovabili nelle loro roadmap di sostenibilità al 2030, non solo nei componenti strutturali del packaging, ma anche nelle finiture decorative più complesse. Ecco perché il glitter non rappresenta più soltanto un effetto brillante, ma un tema strategico che coinvolge normative, R&D e posizionamento, diventando a tutti gli effetti un vantaggio competitivo concreto.

Eco Glitter: un’innovazione a base vegetale per le finiture luxury
È in questo contesto di evoluzione culturale, normativa e di mercato che nasce Eco Glitter: l’alternativa al glitter tradizionale sviluppata da EGISA e promossa da ISEM Packaging Group.
La differenza principale risiede nel materiale stesso. Eco Glitter è prodotto utilizzando una pellicola di cellulosa di origine vegetale, una scelta più sostenibile rispetto alla plastica convenzionale derivata dal petrolio. Questo permette ai brand di:
• sostituire un materiale di origine fossile con una risorsa rinnovabile
• ridurre la dipendenza dal PET
• mantenere lo stesso effetto brillante e scintillante richiesto dal segmento luxury
Questo approccio consente di sostituire componenti fossili con materiali più responsabili, preservando colore, luminosità e consistenza visiva: tre requisiti fondamentali per il packaging di alta gamma. È ciò che definiamo responsible substitution, ossia l’evoluzione dei materiali laddove tecnicamente possibile, senza compromessi estetici.
Inoltre, Eco Glitter viene completamente inglobato in una vernice UV, formando uno strato compatto e stabile. Questo garantisce elevate performance, impedisce il rilascio di particelle e assicura una finitura impeccabile e duratura, esattamente ciò che i settori beauty e fragrance richiedono.

Un’intuizione perfezionata nel tempo: Eco Glitter per “I Want Choo”
Come è nato il progetto Eco Glitter? Dall’intuizione di EGISA che anche una finitura scintillante potesse evolvere verso materiali più responsabili senza perdere la propria qualità estetica. Una convinzione così forte da portare il team a sviluppare un primo prototipo come progetto autopromozionale e a presentarlo quattro anni fa a Luxe Pack Monaco. È stato proprio lì che l’innovazione ha trovato il suo primo sostenitore: Interparfums, azienda internazionale specializzata nello sviluppo e nella produzione di fragranze per brand del lusso, che ne ha colto immediatamente il potenziale.
Da quel momento si è avviato un percorso di sviluppo che ha portato alla realizzazione di quattro generazioni di astucci Jimmy Choo I Want Choo. Un’evoluzione alimentata da ricerca continua e numerose sfide tecniche: garantire la stabilità del colore e della brillantezza (elemento cruciale nel settore beauty), ottimizzare processi industriali ad alta velocità e mantenere la compatibilità con verniciature complesse e finiture di pregio.
Dopo le edizioni Jimmy Choo I Want Choo (red edition) e I Want Choo Forever (black edition), entrambe sviluppate con glitter tradizionali e una pellicola in PET da 12 μm, Interparfums ha voluto evolvere ulteriormente il proprio packaging iconico introducendo un approccio più responsabile nella scelta dei materiali.
I Want Choo Le Parfum (gold edition) ha segnato il primo vero upgrade sostenibile, con il debutto ufficiale dell’Eco Glitter, prodotto utilizzando una pellicola a base di cellulosa di origine vegetale. Questa versione ha introdotto anche il passaggio a una pellicola in PET da 8 μm, una modifica che ha comportato una riduzione del 33% della plastica, preservando al contempo l’equilibrio visivo richiesto dal brand.
L’aggiornamento più recente, I Want Choo With Love (pink edition), lanciato nel 2025, rappresenta il passaggio più significativo dell’intera evoluzione. L’astuccio elimina completamente la pellicola in PET metallizzato, sostituendola con il cold foil, che riduce ulteriormente la componente plastica e migliora la riciclabilità. Si tratta di un avanzamento tecnico rilevante, perché il cold foil consente di metallizzare solo le aree necessarie del cartoncino, senza laminare l’intera superficie con PET, ottenendo così una minore impronta plastica e mantenendo un impatto visivo eccellente.
Questa progressione ha permesso al brand di preservare la forza espressiva tipica dell’universo Jimmy Choo, riducendo in modo significativo il footprint ambientale dell’astuccio.
Come spiega Pauline Moret, Purchasing and Packaging Development Manager di Interparfums: “L’obiettivo era creare un packaging non solo distintivo e visivamente impattante, ma anche in linea con i valori di sostenibilità del brand. Abbiamo quindi introdotto elementi come l’eco glitter per ottenere un effetto brillante più responsabile, oltre a ridurre il contenuto plastico grazie all’uso limitato di poliestere nell’astuccio. In questo modo, il design unisce estetica e impegno ambientale
Prossima sfida? Garantire la compatibilità con vernici water-based. Si tratta di un passaggio tecnicamente complesso su cui i team R&D di ISEM Packaging Group stanno lavorando attivamente per migliorare ulteriormente la riciclabilità negli impianti di pulping. Questo percorso riflette il nostro impegno costante nell’avanzare l’innovazione dei materiali lungo l’intera filiera del packaging, assicurando che ogni evoluzione rafforzi sia le performance sia la responsabilità ambientale.

Uno sguardo avanti: perché l’innovazione conta davvero
Le dinamiche globali mostrano chiaramente che la sostenibilità non è più un requisito accessorio, ma una forza che sta ridefinendo l’intera filiera del packaging. Il report McKinsey Sustainable Packaging – Global Consumer Views 2025 evidenzia che la riciclabilità è oggi il criterio più importante nella valutazione di un packaging sostenibile, mentre i materiali rinnovabili vengono considerati sempre più come un indicatore concreto dell’impegno ambientale di un brand.
Parallelamente, i prodotti che comunicano caratteristiche legate alla sostenibilità hanno registrato una crescita cumulata del 28% negli ultimi cinque anni, dimostrando che la sostenibilità è ormai un driver competitivo a livello globale. Non solo: i consumatori considerano i brand owner e i produttori di packaging come i principali attori responsabili nel guidare l’innovazione in questo ambito, un’aspettativa che sta accelerando lo sviluppo di soluzioni estetiche e tecniche sempre più evolute.
È in questa evoluzione che Eco Glitter trova la sua collocazione naturale: una soluzione di finitura che permette ai brand di esprimere visivamente il proprio impegno, preservando la brillantezza distintiva del packaging luxury e adottando materiali più responsabili.
Per ISEM Packaging Group questo significa continuare a guidare il settore verso soluzioni che uniscono estetica, efficienza e responsabilità. Per i brand significa dimostrare, in modo tangibile e visibile, anche sulla superficie di un astuccio o di una scatola rigida, un impegno autentico verso il futuro del packaging.





