Il luxury packaging sta attraversando una fase di ripensamento. Per molto tempo, il lusso è stato associato all’idea di opulenza, traducendosi in strutture, materiali e volumi importanti. Oggi, mentre le aspettative in materia di sostenibilità ridefiniscono il settore, la sfida sta evolvendo: non si tratta più solo di ripensare i materiali, ma di riprogettare il packaging alla sua radice.
Attraverso l’ingegneria strutturale avanzata — dalle scatole rigide abbattibili alle architetture interne alleggerite — il packaging di lusso sta entrando in una nuova fase, in cui l’impatto viene ridotto già in fase progettuale, senza ridurre desiderabilità, qualità percepita ed esperienza premium.
È, questa, una trasformazione che noi di ISEM Packaging Group seguiamo da vicino, sia nel dialogo quotidiano con i brand, sia attraverso la ricerca su materiali e processi, la prototipazione e lo sviluppo di soluzioni industrializzabili. Questo perché sappiamo che, per un gruppo che opera nel luxury packaging a livello internazionale come noi, leggere il mercato significa anche contribuire alla sua evoluzione in senso sostenibile attraverso scelte progettuali concrete. Da questa prospettiva nasce la nostra idea di “progettato per la sostenibilità”: pensare il packaging a monte per ridurre ciò che non è necessario — materiale, volume, peso, spazio, complessità — mantenendo qualità estetica, protezione, funzionalità ed esperienza premium.
L’alternativa al tradizionale glitter è prodotta utilizzando una pellicola di cellulosa di origine vegetale. Fonte: “Eco Glitter: un’innovazione che unisce estetica luxury e responsabilità”
Una nuova idea di lusso e di impatto
Secondo il report Luxury Packaging: Resolving the Tension Between Creativity and Impact, basato su una survey condotta su oltre 500 executive della filiera del luxury packaging in Europa, Medio Oriente e Africa, il cambiamento è guidato principalmente da due fattori: la crescente attenzione dei consumatori alla riduzione dell’impatto ambientale e un quadro normativo più esigente, soprattutto in Europa.
Le tradizionali “quattro R” del packaging — reduce, reuse, recycle, recover — restano un riferimento importante: ridurre i materiali, progettare imballaggi riutilizzabili, favorire il riciclo e recuperare energia o materiali dai rifiuti non riutilizzabili. Ma il report evidenzia anche un passaggio rilevante: la riduzione di volume e peso del packaging è indicata come la priorità principale per migliorare la sostenibilità della supply chain del luxury packaging: il 43% degli intervistati la considera il primo fattore su cui intervenire.
Ridurre le dimensioni degli imballaggi sarà il primo passo per migliorare la sostenibilità della catena di approvvigionamento.
Fonte: Bain global survey on sustainability in packaging, 2025.
Il dato sposta l’attenzione dal singolo materiale all’intero sistema packaging. Ridurre volume e peso significa intervenire su trasporto, carichi, stoccaggio e movimentazione. In altre parole, su aspetti che incidono concretamente sull’impatto generato prima ancora che il pack arrivi al consumatore finale.
Anche le prospettive di mercato confermano questa direzione: nella stessa ricerca, metà degli intervistati prevede che le soluzioni sostenibili rappresenteranno oltre il 30% delle vendite di luxury packaging nei prossimi tre anni.
Per i brand del lusso, sostenibilità e packaging non sono quindi più soltanto temi reputazionali. Riguardano competitività, compliance, efficienza industriale e capacità di rispondere a un nuovo concetto di valore.
Il packaging sostenibile è destinato a crescere nei prossimi tre anni.
Fonte: Bain global survey on sustainability in packaging, 2025.
Il contesto normativo: verso packaging più proporzionati
Anche il quadro regolatorio europeo va nella direzione di un uso più efficiente delle risorse. Il nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation, Regolamento UE 2025/40, è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e sarà applicabile, per la maggior parte delle disposizioni, dal 12 agosto 2026. Tra i principi rilevanti per il settore c’è la progressiva minimizzazione di peso, volume e componenti dell’imballaggio nel rispetto delle sue funzioni essenziali, ovvero protezione, sicurezza, trasporto e accettabilità per il consumatore.
Il regolamento interviene inoltre sul rapporto di spazio vuoto per imballaggi raggruppati, da trasporto ed e-commerce, che entro il 2030 non dovrà superare il 50%. Anche lo spazio occupato da materiali di riempimento viene considerato spazio vuoto.
Questa direzione trova riscontro anche nelle richieste dei clienti. Come evidenziato da Silvia Pozo, Structural Packaging Manager di EGISA, cresce l’esigenza di progettare pack più aderenti al prodotto stesso, riducendo volume non necessario e spazio vuoto: “Una richiesta sempre più frequente riguarda il right-sizing del packaging: sviluppare soluzioni più vicine alle dimensioni reali del prodotto, riducendo aria, volume inutilizzato e spazio vuoto, senza compromettere protezione, qualità ed efficienza dei processi.”
Pur riguardando ambiti specifici dell’imballaggio, questa impostazione conferma una direzione più ampia: progettare packaging più proporzionati, efficienti e coerenti con la funzione che devono svolgere.
Ottimizzare il volume con le scatole rigide abbattibili
Per il packaging di fascia alta, la scatola rigida resta un formato centrale: comunica solidità, protezione, cura e valore. Allo stesso tempo, occupa volume durante trasporto e stoccaggio anche prima di essere utilizzata. Qualcosa su cui riflettere in una fase in cui i brand valutano sempre di più l’impatto complessivo del pack: quanto spazio occupa, come viene trasportato, come viene stoccato, quanto incide sull’efficienza della supply chain e quanto è coerente con le nuove richieste normative.
È per questo che, come Gruppo, abbiamo lavorato a lungo sull’ottimizzazione di questo formato, arrivando a sviluppare una soluzione esclusiva nel panorama europeo per la produzione automatizzata di scatole rigide abbattibili, dove la sostenibilità non dipende solo dal materiale scelto, ma dall’architettura stessa del packaging.
Una scatola abbattibile può essere trasportata e stoccata piatta, per poi essere formata al momento dell’utilizzo, mantenendo l’aspetto e la percezione di una confezione rigida premium.
Questa trasformazione, da una struttura completamente piatta a una scatola rigida di alta gamma perfettamente formata, offre un esempio concreto del potenziale dell’ingegneria del packaging. Dimostra che l’innovazione non risiede esclusivamente nei materiali o nelle tecniche di finitura, ma anche nella capacità del design di ripensare il modo in cui il packaging viene concepito, prodotto e utilizzato, preservando al contempo l’esperienza di alta qualità che i marchi e i consumatori si aspettano.
Il beneficio è strutturale: riduzione dei volumi logistici, maggiore efficienza nello stoccaggio e ottimizzazione delle performance industriali ottimizzate grazie ad attrezzature di produzione dedicate.
Confezione rigida creata da ISEM Packaging Group come partner di SILENZIO., il progetto olfattivo immersivo creato dagli studenti del Italian Perfumery Institute. Fonte: del Italian Perfumery Institute
Alleggerire senza perdere performance
Un’altra direzione riguarda il peso. Un esempio di questo approccio si trova nelle gift box di lusso, dove le tradizionali strutture in cartone compatto vengono sostituite da architetture micro-ondulate ingegnerizzate. A seconda del design, questo può ridurre il peso del pack vuoto fino al 30–50%, preservando al tempo stesso l’aspetto premium atteso dai brand del lusso.
Le analisi del ciclo di vita condotte durante la fase di sviluppo hanno dimostrato che questo tipo di ottimizzazioni strutturali può generare benefici ambientali significativi senza compromettere estetica, protezione o percezione del brand.
Fonte: Case study EcoDesignCloud presentato nell’articolo di ISEM Packaging Group “ISEM ed EcoDesignCloud: trasformare il packaging di lusso in una decisione misurabile”.
Lo stesso principio può essere applicato agli interni, attraverso soluzioni 100% carta che permettono di sostituire componenti più pesanti o meno coerenti, mantenendo protezione, stabilità e qualità di presentazione, sempre senza incidere sull’estetica del packaging. Sul tema, di nuovo Silvia Pozo: “Stiamo lavorando sempre di più su interni strutturali integrati direttamente nel design del pack. Questo permette di ridurre componenti separati, ottimizzare la struttura complessiva e mantenere la compatibilità con processi di confezionamento automatici.”
Ingegneria invisibile: interni paper-based ad alta resa premium
Un ulteriore esempio riguarda lo sviluppo di interni paper-based capaci di sostituire componenti tradizionalmente realizzati in schiuma o in plastica, mantenendo una resa estetica coerente con le aspettative del luxury packaging.
In questa direzione, molti conoscono Art-Eco, una soluzione brevettata e completamente industrializzata sviluppata già da diversi anni, progettata per volumi produttivi elevati e per processi automatizzati. A partire dalla stessa direzione progettuale, negli ultimi mesi i nostri team di ricerca e sviluppo hanno lavorato anche su una nuova soluzione pensata per tirature più contenute, dove la qualità visiva dell’interno e il livello di dettaglio richiedono un approccio più sartoriale.
Come racconta Michael De Nittis, Sales Director for the Italian Market: “Una delle criticità degli inserti tradizionali in cartoncino è che i bordi fustellati possono rivelare la struttura interna del materiale, mentre la schiuma garantisce naturalmente bordi puliti e compatti attorno al prodotto. Per superare questo limite, il team di sviluppo del Gruppo ha ideato una struttura ingegnerizzata in carta capace di ricreare un effetto visivo raffinato e continuo, restando però interamente paper-based”.
Oltre agli inserti ingegnerizzati in carta, stanno acquisendo rilevanza anche altre alternative a base fibra, tra cui strutture in polpa di cellulosa modellata progettate per sostituire elementi protettivi in plastica o schiuma. Sebbene il loro linguaggio visivo sia diverso da quello degli inserti luxury tradizionali, dimostrano come l’ingegneria possa creare nuovi sistemi di protezione utilizzando materiali riciclabili a base fibra.
Il valore della soluzione nasce quindi dall’ingegneria della costruzione: il modo in cui la carta viene progettata, lavorata e assemblata permette la riduzione di componenti meno sostenibili senza sacrificare la percezione luxury del pack.
Ripensare il formato premium
Anche l’equazione “più pesante = più premium” è sempre più messa in discussione, dal momento che il valore del packaging non dipende solo dalla sua presenza fisica, ma dalla capacità di essere progettato in modo più efficiente, coerente e funzionale.
Gli astucci pieghevoli sono un esempio rilevante in questa direzione. Consegnati piatti, permettono una naturale riduzione dei volumi in fase di trasporto e stoccaggio, offrendo al tempo stesso ampie possibilità di stampa, nobilitazione e personalizzazione per categorie come beauty, fragrance, wines & spirits e premium goods.
Anche il packaging tessile – rappresentato da dust bag, shopper, pochette e altre soluzioni in tessuto – lavora su concetti di durabilità, riutilizzo e materiali certificati, come fibre GRS e GOTS, ampliando il ruolo del pack oltre la sola funzione di contenimento.
In questo ambito, sono sempre più rilevanti anche i concetti di riuso e seconda vita, che molti brand ormai considerano parte integrante dell’esperienza di packaging. Silvia Pozo commenta: “Il packaging viene valutato non solo per la sua funzione iniziale, ma anche per la possibilità di continuare a vivere dopo l’acquisto, mantenendo utilità, qualità e coerenza con il brand.”
Il punto non è ridurre il valore percepito, ma progettare formati capaci di esprimerlo in modo diverso: attraverso efficienza, durata, funzionalità e maggiore coerenza con le nuove aspettative del mercato.
Un approccio di Gruppo alla riduzione ingegnerizzata
Molte delle direzioni che oggi emergono come trend del luxury packaging — riduzione dei volumi, alleggerimento delle strutture, ottimizzazione logistica, materiali certificati, soluzioni riutilizzabili e maggiore attenzione alla riciclabilità — sono già parte del lavoro che ISEM Packaging Group porta avanti da tempo.
Come Gruppo multinazionale, crediamo che il nostro ruolo non possa limitarsi a osservare l’evoluzione del mercato, ma ci chieda di contribuire a orientarlo attraverso soluzioni concrete, industrializzabili e applicabili a diverse categorie di prodotto.
Scatole abbattibili, strutture alleggerite, interni paper-based, astucci pieghevoli e packaging tessile mostrano come questo approccio possa agire su più livelli: volume, peso, materiali, riciclabilità, durabilità, stoccaggio e trasporto. Questo è particolarmente importante per i brand del lusso, che oggi richiedono packaging capaci di mantenere qualità estetica, protezione e riconoscibilità, rispondendo al tempo stesso a obiettivi sempre più concreti.
La sfida non consiste più nello scegliere tra sostenibilità e percezione premium, ma nel progettare soluzioni in cui entrambi questi aspetti siano integrati fin dall’inizio. Perché il futuro del packaging di lusso potrebbe non essere più definito da ciò che viene aggiunto, ma da ciò che viene sapientemente eliminato.
















